Autosvezzamento: che cos’è e come avviene

autosvezzamento

Possiamo definire l’autosvezzamento come l’alimentazione complementare al latte, che il bambino può scegliere da solo, non prima dei 6 mesi di vita. Con lo svezzamento tradizionale, il passaggio ai cibi solidi avviene iniziando con le pappine appositamente cucinate per lui, gradualmente poi gli si fanno assaporare consistenze e sapori diversi. Con l’autosvezzamento il bambino inizia a svezzarsi quando ne ha voglia, mangiando lo stesso cibo dei genitori.

In pratica con l’autosvezzamento il bambino viene messo a tavola con mamma e papà per vedere se è pronto, sia fisicamente – deve aver perso il riflesso di estrusione e stare seduto dritto – che psicologicamente, mostrando interesse per il cibo, allungano la manina o facendo segno.

Niente imposizioni quindi. Se si riscontrano i segnali anzidetti, il bambino mangia quello che mangiate voi, solo se vuole e nelle quantità che decide lui. A fine pasto si integra con il latte materno o artificiale.

Pro dell’autosvezzamento

  • Il bambino sta a tavola con mamma e papà e impara a mangiare imitandoli.
  • Il bambino impara ad apprezzare il piacere della convivialità di stare seduto con mamma e papà.
  • Niente pappine, omogeneizzati e in generale è bandito il babyfood.
  • Tutta la famiglia può imparare a mangiare più sano.

Contro dell’autosvezzamento

  • Richiede molta pazienza da parte dei genitori. Il bambino potrebbe impiegare tanto tempo prima che mostri vero interesse per il cibo e faccia un pasto solido completo.
  • Richiede lo sforzo di tutta la famiglia, a cui è consigliato di mangiare sano.
  • Potreste incontrare scarso supporto da parte della famiglia e del pediatra, che non sempre sono correttamente informati sull’argomento.

C’è da dire che questa alternativa, viene da molti contestata. Ci sono mamme che l’apprezzano e decantano. Altre preferiscono e si sentono più sicure, seguendo la strada dello svezzamento tradizionale.

Non è inusuale fare un po’ e un po’. Ovvero proporre uno svezzamento misto, proponendo sia le pappine che gli assaggi del proprio cibo.

In ogni caso qualsiasi sia la scelta, il passaggio all’alimentazione solida, resta un momento delicato nella vita di qualsiasi bambino.

Per le mamme spesso non è semplice, specie se non c’è il supporto del pediatra. Si rischia come spesso accade, che ci si debba informare da sole, leggendo libri e reperendo informazioni in rete.

Il nostro consiglio, se siete affascinate da questa alternativa allo svezzamento tradizionale, è di iniziare a leggere il libro “Io mi svezzo da solo, dialoghi sullo svezzamento”, scritto dal pediatra Lucio Piermarini. Si tratta di un testo basilare per affrontare l’autosvezzamento, frutto del lavoro di un professionista del settore che oltre ad aver lavorato come pediatra ospedaliero, ha tenuto corsi di preparazione alla nascita presso il Consultorio Città del Giardino di Terni.

 

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